Noi, David e Stefano, uno svedese e un italiano, spieghiamo qui come abbiamo portato un cane e
un gatto nati in Messico dal Messico all’Italia (con scalo ad Amsterdam).
Abbiamo pensato di raccogliere in un’unica pagina online tutte le
informazioni che ci sono servite, visto che ci siamo resi conto che in questo
campo regnano dubbi, confusione e conseguenti preoccupazioni.
Desideriamo di cuore evitare ad altre persone i problemi, i ritardi, le “ire funeste”
che abbiamo patito noi.
Disclaimer
1. Questo non è un blog veterinario e noi non
siamo veterinari. Ci riferiremo a alcune misure veterinarie solo in quanto
rientrano tra le regole da rispettare. Non ci addentreremo in dettagli che non
conosciamo e su cui non siamo competenti.
2. Non intendiamo fare pubblicità, positiva o negativa, a nessuno, quindi non useremo nomi propri di compagnie, veterinari, etc.
3. Stiamo parlando di un campo in cui regole e leggi possono cambiare velocemente. La nostra esperienza risale all'agosto 2015. Immaginate che a ogni frase sia premesso un “nel momento in cui scriviamo.” Per analoghe ragioni evito di aggiungere link a pagine che potrebbero "invecchiare" presto.
4. Il vostro caso potrebbe essere lievemente differente, e la “lieve” differenza potrebbe in realtà causare notevoli conseguenze/divergenze (per esempio potreste voler portare un animale domestico dal Messico a Canada, USA, o Gran Bretagna, che hanno regole differenti). Oppure la stazza dei vostri animali potrebbe essere differente (ad esempio un cane piccolo può essere portato in cabina e non in stiva; quanto al gatto abbiamo scelto noi di non averlo in cabina).
Fatte salve queste precisazioni speriamo di esservi utili e di tranquillizzarvi, magari anche solo proponendo questa guida come un primo testo che vi aiuti a fare chiarezza mentale.
2. Non intendiamo fare pubblicità, positiva o negativa, a nessuno, quindi non useremo nomi propri di compagnie, veterinari, etc.
3. Stiamo parlando di un campo in cui regole e leggi possono cambiare velocemente. La nostra esperienza risale all'agosto 2015. Immaginate che a ogni frase sia premesso un “nel momento in cui scriviamo.” Per analoghe ragioni evito di aggiungere link a pagine che potrebbero "invecchiare" presto.
4. Il vostro caso potrebbe essere lievemente differente, e la “lieve” differenza potrebbe in realtà causare notevoli conseguenze/divergenze (per esempio potreste voler portare un animale domestico dal Messico a Canada, USA, o Gran Bretagna, che hanno regole differenti). Oppure la stazza dei vostri animali potrebbe essere differente (ad esempio un cane piccolo può essere portato in cabina e non in stiva; quanto al gatto abbiamo scelto noi di non averlo in cabina).
Fatte salve queste precisazioni speriamo di esservi utili e di tranquillizzarvi, magari anche solo proponendo questa guida come un primo testo che vi aiuti a fare chiarezza mentale.
Se volete saperne di più, se volete segnalare un’imprecisione
o un cambiamento, se volete aggiungere informazioni, mandateci un messaggio
privato. (Questo è l'italiano, ossia sono io che scrivo; cercate e troverete il mio indirizzo mail, scrivetemi pure: Stefano).
Nel dettagliato testo che segue vi descriviamo il procedimento
attraverso uno schema a domande e risposte, con anche l’indicazione di alcune
possibili insidie e di consigli. Dopo questo post ve ne diamo un altro con una piccola
cronistoria che include dei consigli pratici riguardanti il momento vero e
proprio del viaggio.
Come vedrete abbiamo cercato di essere molto accurati. Per non appesantire
il testo abbiamo usato pronomi, sostantivi, aggettivi etc. al maschile. Ovviamente
sappiamo che ci sono impiegate, veterinarie, passeggere, etc. Le nostre stesse
bestiole di fatto sono una gattina e una cagnolina. Ci scusiamo per questo
cedimento al conformismo linguistico del passato.
Sgombriamo il campo anche da un'illusione: quanto ai documenti richiesti per l'Italia l'ambasciata italiana NON vi aiuterà (ho telefonato almeno una volta venendo quasi schernito dall'impiegata, come se avessi chiesto qualcosa di assurdo e che non dovrebbe rientrare tra le informazioni che un'ambasciata può fornire). Credo sia bene che questo si sappia. Se poi le cose cambieranno, tanto meglio.
QUANDO COMINCIARE?
Se ci riferiamo ad animali che sono parte della vostra famiglia da tempo, e
che hanno costantemente ricevuto attenzione veterinaria (vaccini, etc.) vi
consigliamo di cominciare con i preparativi di viaggio due mesi prima, distribuendoli su
tanti giorni. Sia a causa dei tempi richiesti dalle autorità della dogana, sia
per la vostra tranquillità, sia (magari) per comprare un volo conveniente!
Tenete conto anche che in stiva ciascun volo accetta un numero limitato di
animali, quindi prima prenotate più possibilità ci sono di trovare posto il
giorno desiderato.
CHE COMPAGNIA AEREA SCEGLIERE, E PERCHÉ?
Oltre al fatto che dovevamo recarci a una specifica destinazione non
servita da tutte le linee aeree, il che ovviamente già “sfrondava” la scelta,
noi abbiamo scelto quella che abbiamo scelto in base a una serie di criteri.
(a) Presenza di uffici in città (la prenotazione si poteva fare anche online ma
volevamo avere qualcuno con cui parlare/lamentarsi faccia a faccia in caso di
problemi). In realtà abbiamo scoperto che la compagnia in questione affidava la
vendita dei biglietti ad altra azienda (che tra l’altro ha la sede centrale in
altro Paese!) ma avere qualcuno con cui parlare di persona si è rivelato
importantissimo. (b) Offerta di un volo che evitasse come scalo gli USA, il
Canada, la Gran Bretagna, che ci avrebbero costretto a misure veterinarie e burocratiche
supplementari complesse e non gradite (esame del sangue degli animali,
quarantene, etc.). (c) Presenza di chiare istruzioni online riguardanti i
requisiti della compagnia.
Consiglio: meglio sapere le lingue. Ci potrebbero essere dei passaggi per
cui dovete far riferimento a persone che non parlano che la propria lingua
madre. Scriviamo questo per esempio pensando a una persona di cui abbiamo letto
che si trovò molto a mal partito; si era ben destreggiata in Messico con lo
spagnolo ma non riuscì poi a comunicare fluidamente con del personale di
compagnia aerea che parlava solo tedesco e inglese. Se, partendo dal Messico,
sapete spagnolo e inglese, siete a posto.
Insidia: per esperienza diretta sappiamo che, a causa di motivi culturali che non stiamo qui
a sviscerare, gli impiegati al telefono (ma anche dal vivo!) tendono spesso a “sbrogliarsi”
inventando informazioni, omettendone, etc. (Per esempio a noi è capitata un’impiegata
che sosteneva di conoscere la procedura e negava che c’entrasse SAGARPA/SENASICA
– vedere oltre per rendersi conto dell’assurdità di questa affermazione).
NON
ABBIATE TIMIDEZZA, INSISTETE E ASSICURATEVI CHE QUALUNQUE COSA VI VIENE DETTA
ABBIA UN RISCONTRO SU PAGINE WEB UFFICIALI, O CHE RIMANGA SCRITTA VIA MAIL ETC.
SI TRATTA DI UN SERVIZIO CHE PAGATE E, SOPRATTUTTO, DEI VOSTRI AMATI ANIMALI!
GLI IMPIEGATI “SCOCCIATI” PASSANO, GLI ANIMALI RESTANO.
Insidia: La specifica compagnia aerea che abbiamo
scelto, pur avendo un’ottima reputazione per come gestisce il trasporto di
animali, su certe tratte e in certi mesi non ne può accogliere in stiva per
ragioni di riscaldamento. Probabilmente non è l'unica. Informatevi bene.
QUALI INFORMAZIONI SONO DA TENERE IN CONTO?
Attenzione. Qui ci vuole molta chiarezza. Dovrete coordinare/adeguarvi ai
requisiti di:
SAGARPA/SENASICA. L’autorità messicana che ha due uffici in aeroporto e che si occupa appunto di animali, cibi etc.
La specifica COMPAGNIA AEREA da voi scelta.
L’autorità veterinaria italiana.
SAGARPA/SENASICA. L’autorità messicana che ha due uffici in aeroporto e che si occupa appunto di animali, cibi etc.
La specifica COMPAGNIA AEREA da voi scelta.
L’autorità veterinaria italiana.
Ovviamente regole e requisiti possono coincidere e intersecarsi, e ancor
più ovviamente dalla risoluzione di una “tappa” dipende il raggiungimento di
quella seguente, ma NON sono la stessa cosa e persone diverse sapranno cose
diverse (e sono tenute a sapere cose diverse).
Nemmeno il vostro veterinario messicano (privato) è tenuto a sapere tutto
di ciascun passaggio.
Consiglio: avrete bisogno di qualcuno in Italia/nel Paese di arrivo, che
vi assista con la procedura, informandosi bene presso veterinari, aeroporto,
etc. Non è indispensabile (potete telefonare voi, mandare mail etc.) ma in ogni caso è un grandissimo supporto, specie tenendo conto del fuso orario.
Insidia: valgono per SENASICA/SAGARPA e per i vostri referenti italiani
(siano essi veterinari privati e/o della USL) le stesse raccomandazioni fornite
sopra riguardo agli impiegati delle compagnie aeree. INSISTETE, CHIEDETE,
ASSICURATEVI CHE LE INFORMAZIONI ORALI ABBIANO UN RISCONTRO SCRITTO. La chiarezza apparente
a volte può nascondere il fatto che la persona con cui parlate si è “investita della
parte” e ha improvvisato l’informazione, oppure si riferisce a istruzioni
vecchie (vedete i nostri disclaimer).
Noi, pur essendo in grado (almeno
speriamo) di esprimerci con chiarezza in varie lingue, siamo stati informati male o in modo
incompleto, su diversi punti essenziali, sia da un veterinario privato
(italiano), sia da quelli dell’aeroporto, sia da quelli della USL, sia da
quelli di SAGARPA/SENASICA.
Ovviamente non vogliamo nemmeno indurvi alla
paranoia. Per contro possiamo dire che abbiamo avuto un veterinario messicano
competentissimo e pazientissimo. Ma appunto abbiamo deciso di aprire questo
blog per evitare agli altri i problemi che abbiamo avuto noi e queste
precisazioni ci paiono essenziali.
CHE COSA RICHIEDE IL MESSICO PERCHÉ UN ANIMALE NE POSSA USCIRE?
Con “il Messico” ci riferiamo alle autorità
SAGARPA/SENASICA (Secretaría de Agricultura, Ganadería, Desarrollo Rural, Pesca
y Alimentación/Servicio Nacional de Sanidad, Inocuidad y Calidad
Agroalimentaria).
SENASICA
a. Gli animali devono avere il chip regolare per l’Europa (ce n’è uno, a quanto ne sappiamo, per gli USA). La differenza visibile dovrebbe essere nel tipo di codice o nel numero di cifre, ma il nostro veterinario sapeva tutto e su questo ci siamo fidati. (Abbiamo fatto mettere il chip ai nostri animali in occasione del volo siccome li avevamo da relativamente poco tempo).
b. La presenza del chip deve essere dimostrata da apposito certificato (in spagnolo constancia) che il veterinario stesso vi rilascia al momento di inserirlo.
c. Gli animali devono essere corredati di certificato di vaccino contro la rabbia che non può essere più recente di un mese. (Noi abbiamo fatto il richiamo un mese e mezzo prima del volo).
d. Gli animali devono avere un certificato di buona salute che non sia più vecchio di tre giorni del giorno in cui vi recate da SAGARPA/SENASICA. (Vedere oltre).
e. Gli animali devono avere certificati degli altri vaccini richiesti per animali domestici (a prescindere dall’esigenza specifica del viaggio).
f. Dovete portare una copia della cédula profesional del veterinario che ha firmato i documenti di cui sopra.
g. Dovete avere il CERTIFICATO VETERINARIO per l’UE. (Leggete più avanti a proposito di questo importante documento e incrociate le informazioni con questo paragrafo). Questo documento, a quanto abbiamo capito, rimpiazza il passaporto europeo per gli animali per animali che siano nati in/arrivati dall’Europa MA appunto questo non è stato il nostro caso.
h. Dovete portare i vostri documenti di identità (passaporto).
Consigli: (a) Anche se l’ufficio di
SAGARPA/SENASICA ha una fotocopiatrice il tutto procederà molto più
speditamente se vi portate fotocopie di tutti i documenti suddetti, inclusi quelli
di identità. (b) Tenete anche sottomano il numero del volo. (c) Armatevi di
santa pazienza.
SAGARPA/SENASICA sulle loro pagine web indicano l'ubicazione nell’aeroporto come pure una linea telefonica a cui
rivolgersi, fatte salve le cautele sopra indicate, per informazioni.
PASSERETE DA SAGARPA/SENASICA DUE VOLTE!
La prima volta NON AVETE BISOGNO DI AVERE GLI
ANIMALI CON VOI. Bastano i documenti. Praticamente è una “catena di fiducia”.
SAGARPA/SENASICA confida in quello che ha certificato il veterinario (per
questo occorre certificare a propria volta che è un professionista portando
copia della sua cédula) e sostanzialmente lo certifica a sua volta.
Il primo passaggio si può fare un massimo di
cinque giorni prima del volo, e come detto sopra il certificato di buona salute
degli animali non può essere più vecchio di tre giorni della data in cui viene
visionato.
Noi siamo andati tre giorni prima del nostro volo,
e i certificati erano datati il giorno prima. In realtà il veterinario aveva
visto le nostre bestiole settimane prima e ci aveva rilasciato certificati
postdatati. Questa non è una “furberia” ma solo un accorgimento pratico viste
le enormi distanze di Città del Messico, i ritmi di vita etc. I nostri animali
stanno sempre in casa e se ci fossimo accorti di malattie etc. a ridosso del
viaggio non saremmo partiti!
Durante questo primo passaggio la persona di SAGARPA/SENASICA
fa fondamentalmente due cose. Dopo avere controllato tutti i documenti di cui
sopra e chiesto a voi di compilare un documento (le cui informazioni si
ricavano da quelli già in vostro possesso, vedere sopra): (a) compila, firma e
timbra in tutte le pagine il CERTIFICATO EUROPEO (vedere oltre) e (b) rilascia un altro
documento di tre pagine, con un adesivo metallizzato, che del pari compila
firma e timbra.
Il secondo passaggio si fa il giorno stesso del
volo. Passate dal medesimo ufficio, stavolta con gli animali. Gli impiegati
(senza nemmeno aprire i kennel e anzi persino da dietro il vetro del loro ufficio) si assicurano
che stiano bene, e mettono le ultime firme sul documento di cui nel paragrafo
precedente al punto (b), con cui potete andare al check-in.
IN TEORIA potreste fare tutto il giorno stesso del
volo, ma non è raccomandabile! Il giorno del nostro primo passaggio era “caduto
il sistema” (parole testuali) e abbiamo dovuto aspettare tre ore per sbrigare
il tutto (in venti minuti). Per analoghe ragioni è consigliabile presentarsi
con molto anticipo il giorno del volo.
Dimenticavo: SAGARPA/SENASICA per questa procedura non si
paga!
CHE COSA RICHIEDE LA COMPAGNIA AEREA?
ATTENZIONE: Non lo ripeteremo mai abbastanza. Le istruzioni/i requisiti
della compagnia aerea NON coincidono necessariamente con quelli del Messico e
dell’Italia, e cambiano da compagnia a compagnia (per esempio riguardo la data
della vaccinazione contro la rabbia; una compagnia che NON abbiamo scelto richiedeva
la vaccinazione antirabbica con tempi diversi e per noi infattibili).
Quando prenotate i biglietti (sia che lo facciate di persona, sia che lo
facciate online –anche se come detto sopra è sconsigliabile) prenotate anche
per gli animali, precisando bene se vanno in stiva o in cabina (posto che
possano).
Noi NON abbiamo pagato per gli animali all’atto della prenotazione. Di
fatto ci hanno confermato che c’era effettivamente posto per gli animali due giorni
dopo la prenotazione stessa e che per loro avremmo pagato al check in il giorno
della partenza.
Potreste chiederci che cosa succede se si paga il proprio volo e poi si scopre che per gli
animali non c’è posto. Se prenotate con anticipo non dovrebbe succedere! Ma
quello che succederebbe in tal caso non lo sappiamo (abbiamo chiesto, siamo
stati rassicurati che non sarebbe successo, non è successo).
Comunque sia, gli animali non possono viaggiare senza padrone (o meglio,
possono essere spediti con un servizio apposito ma non è questo il caso
descritto in questo blog!).
Dal peso e dalle dimensioni dipende il prezzo del biglietto. A questo si
applicava una maggiorazione consistente a causa dello scalo ad Amsterdam più
lungo di due ore, che comportava cure supplementari ai cani in luogo apposito.
Comunque in tutto il prezzo per due animali per noi non ha raggiunto quello per
il biglietto di una persona.
La compagnia aerea che abbiamo scelto noi pubblica sul suo sito un’apposita
pagina che precisa: (a) le caratteristiche degli animali che accetta quanto a
età, dimensioni, e razza (pare che alcune non respirino bene ad alta quota);
(b) i requisiti dei kennel (ci sono istruzioni precise su come dev’essere la
chiusura, come devono essere preparati gli animali e l’interno del kennel,
sulle dimensioni e il peso massimi).
All’atto della prenotazione dovete saper dire le dimensioni del kennel e il
suo peso con dentro l’animale.
La nostra compagnia richiedeva anche di stampare un piccolo modulo e di
compilarlo, come pure di avere i certificati di buona salute in inglese. Noi
non avevamo capito se fosse la stessa cosa del summenzionato CERTIFICATO UE
(vedere prossima risposta) ma per sicurezza ci siamo fatti rilasciare dall’ottimo
veterinario dei certificati sia in spagnolo sia in inglese.
CHE COSA RICHIEDE L’ITALIA PER ENTRARE?
Su questo, come ho detto, siamo stati inizialmente disinformati, e da varie
persone, per motivi che possiamo solo supporre e che non stiamo a sviscerare.
Comunque, trattandosi di animali nati in Messico, dovevano avere il
CERTIFICATO VETERINARIO UE. Questo certificato lo abbiamo ricevuto via mail come file PDF
dalla USL della mia città (Servizio Sanità Pubblica Veterinaria), ma lo avrebbe
avuto anche SAGARPA/SENASICA.
Questo certificato abbiamo fatto in modo di riceverlo e di compilarlo, per
ciascun animale, sia in INGLESE sia in ITALIANO. Quindi: due plichi per ciascun
animale. Ci avevano anche detto che lo spagnolo andava bene, ma questa
informazione era contraddetta da una pagina ufficiale dell’UE e comunque se
avete sia l’inglese sia la lingua del Paese di destinazione finale siete in una
botte di ferro.
Come ho scritto è un piccolo plico. Consta di 7-8 pagine. Nel mio caso l’impiegata
di SAGARPA/SENASICA mi ha consegnato un modulo già usato da un signore spagnolo
per portarsi il suo cane in Spagna in modo che avessi una guida (in effetti
siamo stati a SAGARPA/SENASICA TRE volte perché in varie telefonate all’inizio
del procedimento avevamo ricevuto istruzioni poco chiare e abbiamo pensato di
andarci di persona, e la decisione si è rivelata saggia).
Questo modulo lo dovrebbe compilare per primo il veterinario ma noi,
basandoci sul modulo guida ricevuto, lo abbiamo riempito per lui, lasciandogli
solo l’incombenza della firma e del timbro.
Presenta alcune parti assai poco chiare, che potrebbero farvi venire dubbi.
Qui ne risolviamo QUATTRO che all’inizio ci avevano fatto ammattire (prima di
ricevere il modulo compilato da altra persona).
(a) Per “speditore” (pagina 1,
casella 1.1.) si intende SAGARPA/SENASICA.
Vi dicono loro l’indirizzo, etc., mentre il “destinatario” (casella 1.5) è il
padrone/passeggero; (b) l’“autorità centrale competente (1.3.) è SAGARPA e l’“autorità
locale competente” (1.4.) è SENASICA; (c) I
codici ISO (casella 1.8.) e SA (casella 1.19) li sanno a SAGARPA/SENASICA; (d) a
un certo punto si menziona un prelievo di campione di sangue ma per il caso
specifico per noi non si applicava.
Il modulo cerca probabilmente di unificare tante opzioni legate a tante
leggi di Paesi diversi. Varie parti possono/devono essere lasciate in bianco.
Oltre ai dati di chi spedisce e di chi riceve si indicano la specie dell’animale,
il sesso, il colore, la razza, l’età (data di nascita), il numero di chip, il
giorno della vaccinazione antirabbica e il nome del vaccino. Se vi trovate a
mal partito chiedete, come me, di usarne come guida uno già compilato. Cercate su un buon vocabolario in inglese come si descrive il mantello del vostro animale.
Il veterinario certifica il tutto (rileggendolo, se non lo ha già scritto
lui) firmando e timbrando la pagina che poi a sua volta sarà timbrata e firmata
da SAGARPA/SENASICA. Nella versione italiana il veterinario è indicato come “veterinario
ufficiale/autorizzato” e SAGARPA/SENASICA, nel caso appunto del Messico,
corrisponde all’“autorità competente.”
Se ve lo siete chiesti: noi abbiamo compilato il modulo con una penna blu e
in stampatello. Ma quello che mi era stato dato come guida era stato
compilato al computer e poi stampato. In Messico in generale si firma in blu.
Anche noi ce lo siamo domandati ma non sappiamo che cosa succeda se si
arriva in Italia con documentazione insufficiente o errata, e comunque non è
consigliabile.
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